Trituratori Industria 4.0: declinazione tecnica dei requisiti | SatrindTech Srl

Trituratori Industria 4.0: declinazione tecnica dei requisiti

Incipit

Di per sè la maggior parte delle forniture di trituratori industriali includono normalmente un corpo macinante comandato da un quadro elettrico, con un telaio di supporto ed una tramoggia di caricamento. A questo può aggiungersi un nastro di carico e/o di scarico ed altri accessori.

Per rispondere ai requisiti legislativi, che avremo modo di approfondire più avanti, le nostre forniture hanno dovuto recepire in primis alcuni dei requisiti di legge: in particolare per quanto concerne il controllo per mezzo di CNC con una semplice interfaccia uomo macchina, dando per scontato la rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza.

In secondo luogo si è reso necessario raggiungere il macchinario con un sistema di teleassistenza.

Tutto ciò però non è ancora sufficiente perchè la fornitura ottemperi in pieno ai requisiti legislativi.

Si perchè l’interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica, l’integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica ed il monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro non possono che essere studiate e predisposte dal cliente, l’unico che conosce e può intervenire sul proprio processo produttivo.

Quindi in definitiva SatrindTech è in grado di offrire trituratori Industria 4.0 che sono predisposti ai requisiti tecnici (compliance) e che vanno ad integrarsi nel progetto di Industria 4.0 del cliente, cui spetterà l’onere della certificazione, affinchè possa ottenere il bonus previsto.

Il quadro legislativo

Nel 2017, con l’allora ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, a capo del MISE, venne varato il Piano nazionale Industria 4.0 (PDF), con l’intento di “far tornare la politica industriale al centro dell’azione di governo e favorire gli investimenti  per l’innovazione e per la competitività attraverso una serie di misure organiche e complementari, così che le imprese potessero cogliere le opportunità  legate  alla quarta  rivoluzione  industriale”.

Ciò ha trovato compimento nella legge di bilancio per il 2017, in quella iniziativa che tutti conoscono come Industria 4.0, attraverso la quale determinati acquisti in determinate scadenze di macchinari che rispondevano a ben precisi requisiti, avrebbero potuto essere ammortizzati, anzi super ed iperammortizzati, con una procedura ben specifica.

L’iniziativa legislativa non si è conclusa col 2017, ma è stata di volta in volta rinnovata nelle successive leggi di bilancio, seppure con lievi modifiche, ma sempre nell’ottica di favorire gli investimenti in ambito del paradigma Industria 4.0:

L’elenco dei macchinari funzionali a Industria 4.0 e quindi poter ottenere i benefici finanziari, è contenuto nell’allegato A della legge 232 del dicembre 2016. L’allegato riporta anche i requisiti tecnici che tali forniture debbono obbligatoriamente possedere per accedere al bonus. Le leggi di bilancio successive nel riproporre e confermando i finanziamenti, hanno sempre fatto riferimento a tale allegato.

A quattro anni dall’inizio ci siamo chiesti se l’opportunità è stata colta ed ci ha portato dei reali benefici misurabili, perlomeno al mercato dei trituratori Industria 4.0.

I requisiti tecnici legislativi

L’allegato A della legge 232 detta le caratteristiche tecniche che debbono possedere le “macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita” (questa la classe di macchinari in cui rientrano i trituratori Industria 4.0) per rispondere ai requisiti richiesti:

  1. controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller);
  2. interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program;
  3. integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;
  4. interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive;
  5. rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

Inoltre le macchine devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici:

  1. sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  2. monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo
  3. altre opzioni.

I trituratori Industria 4.0 rispondono a tutte queste caratteristiche? La risposta è ni, come si evince dal paragrafo introduttivo di questo articolo.

Obiettivi raggiunti?

Data la capacità dei prodotti SatrindTech di rispondere alle nuove richieste del mercato, ci chiedevamo prima se Industria 4.0 sia stata vera gloria oppure un mero slogan ministeriale.

L’analisi statistica delle nostre forniture prima e dopo Industria 4.0 ci aiuta nel dare una risposta:

  • meno dell’8% delle forniture prima di Industria 4.0 era dotata di un controller PLC, ma senza teleassistenza, quindi si trattava per di più di forniture ancora di tipo “analogico”;
  • dall’inizio di Industria 4.0 ad oggi le forniture di trituratori Industria 4.0 compliance è passata in Italia al 30%, ovvero una quota importante delle macchine è diventata “digitale”; anche l’estero ha visto comunque un aumento delle forniture digitali rispetto a prima.

I numeri sembrano dare ragione agli obiettivi che si poneva il piano nazionale Industria 4.0 e provano la capacità dell’industria italiana di sapersi innovare quando vi sono le risorse per affrontare il cambiamento, anche in considerazione dei cambiamenti culturali richiesti alle persone per far fronte alle nuove competenze richieste.


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