La triturazione di scarti conciari per l’industria della pelle | SatrindTech Srl

La triturazione di scarti conciari per l’industria della pelle

I trituratori industriali vengono impiegati in molte industrie, ma non sempre il loro contributo viene adeguatamente valorizzato. Un settore strategico per l’economia del nostro paese è quello del Made in Italy. Questo articolo illustra una soluzione di triturazione personalizzata che coinvolge direttamente questa tipologia di mercato.

L’installazione customizzata di seguito descritta è composta da un trituratore a due alberi da 50 CV che lavora in concerto a un altro invece a tre alberi da 125 CV attraverso un sistema di nastri trasportatori. L’applicazione è molto specifica, ma permette di affrontare, seppur tangenzialmente, un tema importantissimo: quello dell’impatto ecologico della manifattura italiana.

Conceria italiana: un mercato di prim’ordine

In Italia una delle industrie di eccellenza è quella della conceria. La pelle è un materiale molto utilizzato nella Moda: borse, calzature e piccola pelletteria sono tra i settori più in salute dell’intero manifatturiero.

Il settore, nel suo insieme, ha prodotto nel 2023 un fatturato di 68,5 miliardi di euro, in aumento del 5,8% rispetto al 2022. Le esportazioni sono salite del 6,3% e l’Italia è il secondo esportatore al mondo di pelletteria, dopo la Cina.

Nel nostro paese sono presenti oltre 1.200 imprese che si occupano dell’industria della pelle. Si concentrano, per la maggior parte, in Veneto, Campania e, soprattutto, Toscana, dove è presente lo storico Distretto del Cuoio di Santa Croce sull’Arno. Il settore non conosce crisi: la pelle Toscana ha visto un raddoppio delle esportazioni nel periodo 2007-2023, passando da 1,8 a 4,3 miliardi di euro.

Un mercato così importante rappresenta un asset per tutta la nazione. Tuttavia, oltre ai meriti di un’industria unica al mondo, bisogna guardare anche le responsabilità che seguono a un tal primato. Se, infatti, ci vantiamo della produzione, non dobbiamo dimenticarci del corretto smaltimento degli scarti conciari. In un’ottica di economia circolare, capire come ridurre l’impatto ambientale di un’industria è il primo passo per l’ottimizzazione dei processi di lavorazione, il riutilizzo dei materiali e la riduzione di rifiuti.

Lavorazione e trattamento della pelle: un impatto ambientale da non sottovalutare

Pelle e cuoio sono materiali naturalmente biodegradabili. Il procedimento di conceria, tuttavia, li rende più resistenti e difficili da smaltire. Ma non solo: durante la concia vengono utilizzati componenti chimici tossici e una grande quantità di acqua.

Poiché pelle e cuoio richiedono una lavorazione con un elevato carbon footprint, un corretto smaltimento, ma soprattutto, il riutilizzo di questi materiali, sono fondamentali in un’ottica di sostenibilità. La #triturazione, dunque, risulta un passaggio imprescindibile per ridurre gli sprechi, recuperando non solo il prodotto finito, ma anche tutto il semilavorato che viene scartato in fase di produzione.

Il processo di lavorazione che dalla pelle grezza porta al prodotto finito produce diversi sottoprodotti: acque di scarico, rifiuti solidi, grassi, prodotti chimici. È essenziale individuare processi di lavorazione con minimo consumo di risorse ed emissioni. L’industria della pelle, inoltre, muove un mercato che coinvolge non solo pelletteria, ma anche settori come l’arredamento e l’automotive.

Doppia linea di triturazione industriale per l’industria conciaria

Negli impianti specializzati per l’industria conciaria, un ruolo importante è quello dei trituratori. Un esempio è la gestione degli scarti conciari del rifilo, ovvero le parti non conformi della pelle che vengono rimosse durante le prime fasi di produzione, trattati da una azienda italiana leader nel mondo nel trasformare questi residui di lavorazione in biostimolanti per l’agricoltura.

È proprio questo lo scopo delle due linee di triturazione gemelle composte entrambe da due trituratori che lavorano H24: uno a due alberi e uno a tre alberi collegati da molteplici nastri trasportatori, controllati a distanza in modo completamente automatico. I quadri di controllo con #PLC Siemens, dotati di connessione per la gestione remota sia #Profinet che #Profibus, sono dotati di teleassistenza. Le forniture sono conformi ai più recenti requisiti dell’Industria 4.0.

Il primo passaggio di materiale è svolto da un trituratore media potenza a due alberi modello da 37 kW (50 CV) con lame a 1 becco di spessore 50 mm. Il secondo passaggio da un trituratore tre alberi da 93 kW (125 CV), con lame a 5-1 becchi con spessore di 50 mm e griglie di scarico con fori esagonali. Le due macchine sono collegate tra loro da un nastro trasportatore di 10 mt.
In uscita dal trituratore trialbero, il materiale viene raccolto da un nastro di pesatura orizzontale di 2 mt. che lo convoglia ad un secondo nastro trasportatore di 4,5 mt. dotato di Overbelt. Dopo lo scarico di materiale ferroso dalla linea, un terzo nastro di 5 mt. porta il materiale a un serbatoio per l’idrolisi.

Il nostro team commerciale è a vostra disposizione per fornirvi ulteriori informazioni e presentarvi la vasta gamma di trituratori industriali di cui disponiamo e supportarvi nelle eventuali problematiche di triturazione dei rifiuti.

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